giovedì , 25 luglio 2019
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Assegno mantenimento coniuge: cose da sapere

Assegno mantenimento coniuge: cose da sapere

L’assegno di mantenimento del coniuge è un provvedimento che definisce le condizioni economiche nei confronti di uno dei due partner o dei figli minori, in caso di separazione matrimoniale.

La normativa di riferimento, al riguardo, definisce l’assegno di mantenimento come il provvedimento economico volto a garantire all’ex coniuge e alla prole il mantenimento di un’esistenza dignitosa e un tenore di vita pari a quella vissuta in costanza di matrimonio.

L’accordo consensuale sugli aspetti economici e familiari della coppia: la disciplina vigente in materia

La disciplina attualmente vigente prevede che gli ex coniugi possano definire autonomamente gli aspetti economici e familiari conseguenti alla separazione matrimoniale, determinando ad esempio l’importo dell’assegno di mantenimento e le condizioni relative all’affidamento dei figli.

Qualora gli ex coniugi non riescano a definire in modo concorde e pacifico questi aspetti tuttavia, possono ricorrere al giudice per ottenere un provvedimento espresso che, come suddetto, definisce tutti gli aspetti economici e relativi alla prole.

Definizione e quantum dell’assegno di mantenimento: dettagli sulla normativa vigente nel diritto di famiglia

La definizione del quantum relativo all’assegno di mantenimento è un aspetto che spesso viene definito dal giudice, nel caso in cui i due coniugi non riescano ad addivenire a un accordo.

Il giudice in generale, per determinare l’importo che un ex coniuge deve versare all’altro, tiene conto di diversi elementi importanti, tra cui le condizioni economiche dei partner, il tenore di vita precedente alla separazione del matrimonio (aspetto quest’ultimo su cui sarà necessario soffermarsi), la presenza di eventuali figli e la condizione economica del partner debole, ovvero se quest’ultimo percepisce un reddito inferiore rispetto all’altro.

Tenendo conto di questi elementi dunque, il giudice determina chi dei due dovrà farsi carico di pagare all’altro l’assegno di mantenimento.

Questa disciplina tuttavia, deve essere integrata con le novità legislative in corso nel 2019, che come vedremo hanno previsto l’introduzione di ulteriori elementi importanti per la definizione dell’assegno di mantenimento, prevedendo la precedente disciplina che, nella determinazione dell’importo si dovrà tenere conto del tenore di vita tenuto in costanza di matrimonio.

L’assegno può consistere in un tantum mensile, da versare direttamente all’altro, ma può consistere anche nella determinazione di altre decisioni, come il pagamento delle spese condominiali o del canone di affitto dell’ex coniuge.

I presupposti per l’ottenimento dell’assegno di mantenimento

Per richiedere e ottenere il versamento del relativo importo da parte dell’ex coniuge, è necessario che vi siano i seguenti presupposti:

mancanza di addebito della separazione (il coniuge che richiede l’assegno non deve avere l’addebito della stessa)

mancanza di reddito sufficiente e adeguato per una vita dignitosa

capacità economica sufficiente a capo dell’ex coniuge a cui si richiede l’assegno

Naturalmente, il giudice, in sede di definizione dell’assegno, può determinare anche il quantum necessario per il sostentamento eventuale dei figli nati dalla coppia, potendo lo stesso disporre l’obbligo di corresponsione di un importo per la prole, sempre in base alle condizioni economiche dell’ex partner obbligato.

I nuovi interventi legislativi in materia: novità e riforme in corso

La disciplina in materia di assegno di mantenimento è in attesa di importanti novità, entro la fine del 2019 infatti, è stata prevista l’introduzione concreta di nuovi parametri per definire l’importo dello stesso, che tra l’altro tiene conto di una sentenza relativamente recente della Corte di Cassazione (la numero n.18287 del 2018).

Tra le novità introdotte dalla legge, figura in particolare il superamento del precedente criterio di determinazione dell’assegno, che teneva conto anche “del tenore di vita matrimoniale” assunto dal coniuge in costanza di matrimonio.

Il vecchio criterio che teneva conto della “condizione dei coniugi” (molto ampio e generico), è stato sostituito da un criterio più preciso, che tiene conto delle condizioni personali ed economiche in cui i coniugi vengono a trovarsi dopo la separazione.

La valutazione della situazione economica degli ex coniugi, inoltre, terrà conto dell’intera condizione patrimoniale degli stessi, e non solo della situazione reddituale.

La suprema Corte, si legge nel dispositivo della sentenza, ha stabilito infatti che l’assegno di mantenimento che il coniuge dovrà fornire all’altro in caso di necessità, ha fondamentalmente una natura “assistenziale, compensativa e perequativa“, e la legge sopra indicata non ha fatto altro che dare attuazione alla nuova concezione di assegno di mantenimento, così come ritenuto e stabilito dalla Corte di Cassazione.

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