martedì , 18 aprile 2017
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Crimini di guerra in Siria e Iraq, l’Onu attacca l’Isis

Crimini di guerra in Siria e Iraq, l’Onu attacca l’Isis

Almeno 9.347 civili uccisi e 17.386 feriti nel mese di settembre in Siria e Iraq. È il triste quadro che emerge dai numeri del rapporto reso noto dall’Alto commissariato per i diritti umani e della missione Onu in Iraq (Unami), basato su interviste a 500 persone in fuga dall’offensiva in Iraq e Siria.

Secondo quanto denuncia oggi l’Onu, i miliziani jihadisti dell’Isis si sono macchiati di esecuzioni di massa, sequestri di donne e bambine come schiave sessuali e dell’uso di bambini-soldato e per questo potrebbero essere chiamati a rispondere di “crimini di guerra o contro l’umanita'”. “Il campionario di violazioni e abusi perpetrati dall’Isis e’ sconvolgente”, ha commentato da Ginevra l’Alto commissario per i diritti umani, Zeid Raad Al Hussein, “e molto di questi atti potrebbero costituire crimini di guerra o contro l’umanita'”.

Ancora secondo il rapporto, gli jihadisti hanno commesso enormi violazioni dei diritti umani e violenze di “crescente natura settaria”, contro gruppi tra cui cristiani e yazidi, in un conflitto che ha costretto un milione e 800mila iracheni a fuggire dalle proprie case. Nell’analisi Oni si parla, inoltre, di “attacchi mirati direttamente a civili e alle loro infrastrutture, esecuzioni, omicidi di civili, rapimenti, stupri e altre forme di violenze sessuali e psicologiche contro donne e bambini, il reclutamento di bambini, la distruzione e la profanazione di luoghi di culto religioso o di importanza culturale, la distruzione e il saccheggio di proprieta’ e la negazione delle liberta’ fondamentali”.

Tra i casi riportati rientra anche il massacro, avvenuto lo scorso 12 giugno a Salahuddin, nel quale morirono 1.500 soldati iracheni e agenti delle forze di sicurezza catturati e uccisi dagli jihadisti. L’Alto commissario per i diritti umani ha inoltre ricordato la lettera inviata due settimane fa ai leader dei miliziani dell’Isis da numerosi studiosi musulmani che dimostra “chiaramente che nell’Islam é proibito uccidere gli innocenti, o gli emissari, gli ambasciatori, i diplomatici e anche i giornalisti o gli operatori umanitari”, ha sottolineato, “la tortura e la reintroduzione della schiavitù sono vietate, così come la conversione con la violenza, la negazione dei diritti umani per le donne e una moltitudine di altri atti” condotti dagli jihadisti “ogni giorno”.

Un commento

  1. rkl@coldmail.ar'

    L’Isis attacca con le armi, e l’Onu solo con le parole. L’Italia perde tempo a volerla tirare dentro nelle sue beghe con l’India

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