mercoledì , 12 dicembre 2018
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Definizione di valore equo

Definizione di valore equo

Il valore equo

L’espressione “fair value” è impiegata nell’ambito dell’economia aziendale, per indicare un criterio di valutazione introdotto dai principali contabili internazionali. Sebbene nel codice civile e nei principi contabili della nazione si prediliga, come criterio sulla base del quale valutare, quello del costo, che non lascia eccessivi margini di discrezionalità ai redattori del bilancio, i principi contabili sul campo internazionale preferiscono il fair value, ovvero un vero e proprio valore di mercato. Attraverso questo approccio, le valutazioni finiscono con l’essere effettuate in base a metodologie che ignorano in gran parte il costo storico di acquisizione. Una definizione ufficiale del fair value è stata rilasciata e inserita nello IAS 32, in cui si parla del corrispettivo al quale un’attività può essere scambiata, o una passività estinta, tra parti consapevoli e disponibili, in un’operazione fra terzi indipendenti.

Calcolare il fair value

Saper cogliere l’attimo giusto è una dote di pochi ma, nel vasto e tentacolare ambito del mercato azionario e finanziario, è bene prestare un occhio di riguardo su temi determinanti come il fair value. Questo valore di cui non tutti conoscono il vero ruolo, viene considerevolmente preso in questione nel momento in un cui ci si appresta ad un bene o ad un debito appena ottenuto. Capirne l’andamento per cui risulta di notevole importanza: subisce una rivalutazione nel caso di entrate o uscite determinanti. Il momento giusto però vale ben poco senza una buona strategia e metodologia, quest’ultima tripartita in sezioni: Market approach, Cost approach e Income approach.

Il primo metodo muove verso il mercato corrente, calcolando gli indicatori di base dei primi livelli nella valutazione della cifra. Il secondo metodo analogamente al terzo, scelgono invece un metodo di valutazione su livelli successivi ai primi.

Una novità

Dal primo gennaio 2013 è sorto un nuovo principio contabile chiamato IFRS 13 o “Fair value measurement”, i cui destinatari principali sono le società quotate sui mercati finanziari, europei ed italiani, che devono utilizzare alcuni standard contabili per la redazione dei loro bilanci. Questa introduzione è stata notevole e significativa, perché si erge all’interno del più grande processo di armonizzazione dei principi contabili sul piano nazionale. Per di più, questa introduzione, consente anche di rassettare e spanare gli ingorghi all’interno dei principi contabili IAS\FRS. Prima che venisse fatta questa introduzione, vari e differenti erano i concetti di fair value e molteplici erano le situazioni di eterogeneità nelle valutazioni fatte sulla base del criterio in oggetto: queste incomprensioni, sfavorivano la comparabilità dei bilanci.

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