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Risposta a Sgarbi (e al Giornale) sulle regionali del Lazio

Bonino e polverini candidate sbagliate?
No, sono le migliori

di Federico Brusadelli
È strano. Spiace vedere che un uomo come Vittorio Sgarbi, da sempre “creativo” e fieramente iconoclasta, sempre pronto a sparigliare le carte, sempre felice di rompere gli schemi, proprio in quegli schemi rischi di restare intrappolato. Gli schemi in questione sono quelli classici (destra/sinistra) su cui si regge una politica “identitaria”, tutta giocata sull’appartenenza a una “storia collettiva” e non sull’adesione meditata e convinta a un progetto futuro.

L’occasione è quella delle candidature per le regionali del Lazio. Renata polverini ed Emma Bonino sono, secondo quanto scrive Sgarbi sul Giornale di oggi, due “candidate sbagliate”. Sbagliate perché troppo simili fra di loro, intanto, e perché troppo autonome: è «come se le loro personalità, e le loro visioni individuali prevalessero sull’appartenenza e le differenze politiche», scrive il sindaco di Salemi. E poi “sbagliate” perché scatenerebbero passioni “incrociate” all’interno dei loro rispettivi schieramenti: «da una parte la Binetti che potrebbe votare la polverini, dall’altra Feltri che potrebbe votare la Bonino». Insomma, una «congenita contraddizione negli schieramenti». 

D’accordo, molto probabilmente è così. Ma che male c’è? Qui su Ffwebmagazine sosteniamo con convinzione ed entusiasmo questa sfida da tempo. Da quando, ancora, era solo un’ipotesi. Lo hanno scritto Barbara Mennitti e Antonio Rapisarda, inutile dilungarsi ancora in questa occasione. Ma la sfida polverini-Bonino è una bella sfida. Una sfida fra due donne intellettualmente oneste, competenti, coraggiose e indipendenti. Ed è una bella risposta a una politica ancora troppo maschile, troppo poco coraggiosa, troppo farraginosa, troppo legata a tessere e correnti. Altro che candidate sbagliate. Sono le due candidate giuste, forse le più giuste.

Ma alla fine, leggendo bene l’articolo di Sgarbi, viene un sospetto. Che anche Sgarbi – soprattutto alla luce del suo percorso personale, delle sue convinzioni e delle sue battaglie – non possa che essere d’accordo. In effetti, come racconta lui stesso, ha appoggiato con due liste speculari, entrambe le candidate. E conclude la sua riflessione con una nota positiva (tradita da un titolo troppo malizioso e in cattiva fede, ma il giornalismo, purtroppo, funziona così): «Forse si apre una stagione nuova, con vantaggio per tutti: le persone prima dei partiti». Sì, alla fine ha ragione Sgarbi. Emma e Renata sono sbagliate e pericolose. Ma solo per chi, in politica ma non solo, ha terribilmente paura di fare quel maledetto passo in avanti.

17 gennaio 2010

 
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