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La sanatoria proposta da Giovanardi è un'esigenza di civiltà

Io sto con le badanti (e con le famiglie)

di Filippo Rossi Quando si parla di “primato della persona”  il nodo è proprio questo: non è possibile che una legge di uno Stato entri a gamba tesa nella vita quotidiana delle famiglie distruggendone la sicurezza e la tranquillità raggiunte autonomamente con la sacra arte del possibile. La giusta esigenza di una sanatoria per colf e badanti – come proposta da Carlo Giovanardi – nasce proprio da un'esigenza che è esigenza di civiltà: lo Stato, qualsiasi Stato, deve avere a cuore la vita reale delle persone, i loro problemi, le loro angosce, le loro speranze. È più importante un anziano lasciato solo o il rigore dogmatico dettato da uno slogan troppe volte vuoto? Sicurezza, dicono, senza pensare che è sicurezza anche e soprattutto quella che gli uomini si costruiscono attorno alla vita reale. Con strumenti reali. E concreti.

È sicurezza una signora diventata “di famiglia”, una signora di cui ci si fida per esperienza e per sguardo diretto. È sicurezza quella di migliaia di anziani che cercano la mano amica, la dolce abitudine di una persona che si può chiamare per nome. Senza pensare a un pezzo di carta, a un permesso di soggiorno. La vita vera prima di quella burocratica. La vita vera prima di qualsiasi scartoffia. Ed è soprattutto “da destra” che bisogna dire queste cose: perché destra vuol dire anche il realismo dei rapporti umani; vuol dire anche la fiducia nei rapporti personali, vuol dire una stretta di mano. E chi, a destra, troppe volte si riempie la bocca di parola come Vita e Famiglia (rigorosamente con le maiuscole) dovrebbe forse cominciare a declinarle con le iniziali minuscole: la vita e la famiglia fatte da nomi e cognomi. Individui in tutta la loro particolarità. Non numeri. Non statistiche.

Non è nemmeno un caso, allora, che la Chiesa sia intervenuta dalla parte della realtà, in favore di una sanatoria che non bisogna chiamare così: chiamiamola piuttosto “giustizia”. O chiamiamola, più semplicemente, umanità. L'umanità di una politica che non può continuare ad aggrapparsi alla facile propaganda e all'immediatezza di uno slogan senza stare attenta a non rovinare la vita delle persone. Delle famiglie. Quelle vere, quelle che ogni giorno, con fatica, in silenzio, cercano di risolvere i problemi di una vita che la politica dovrebbe avere il dovere di migliorare. Dovrebbe.

6 luglio 2009

 
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