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Per il merito (condivisibile) della legge, e per un Pdl più laico

Omofobia, che peccato:
un'occasione sprecata

di Federico Brusadelli Che peccato. La legge sull’omofobia presentata da Paola Concia, affossata alla Camera per le pregiudiziali di incostituzionalità, si sarebbe dovuta approvare all’unanimità. Perché non si può che essere d’accordo –  se si crede nei principi che fondano uno Stato libero e democratico – nella lotta all’intolleranza, al razzismo, alla discriminazione. Discorsi affrontati già da tempo, anche qui sul nostro magazine. Insomma, oggi poteva essere una bella occasione per una legge condivisa, e necessaria.

Come ha detto poco dopo la votazione Benedetto Della Vedova, deputato del Popolo della libertà, la gestione della pratica da parte del Pd è stata semplicemente “demenziale”. E però, ha aggiunto, «il Pdl avrebbe dovuto sottrarsi dalla logica miope e opportunistica del Pd e consentire, bocciando la pregiudiziale dell'Udc, la prosecuzione dell'iter parlamentare di un provvedimento, che poteva essere corretto, ma non affossato, proprio nei giorni in cui si susseguono quasi quotidianamente episodi di violenza contro le persone omosessuali».

Un’occasione sprecata in nome dei soliti meccanismi da guerra dei bottoni. Votare contro a prescindere. Far naufragare una legge non tanto per il contenuto, ma perché l’hanno proposta gli “altri”. Così il merito (sacrosanto) di un provvedimento di civiltà si perde per strada, fra i fuochi incrociati. Così a vincere è stato chi voleva colpire proprio il cuore della proposta (perché gli omosessuali non vanno tutelati, senza se e senza ma). E ci è riuscito trovato facile appiglio in qualche cavillo, come al solito.

Un’occasione sprecata anche e soprattutto per il centrodestra italiano. È stato esplicito, al riguardo, Fabio Granata, anche lui deputato del Pdl: «Il voto favorevole alla pregiudiziale sull'omofobia, alcune proposte sui simboli religiosi e alcune dichiarazioni contrarie a politiche di integrazione e cittadinanza che strumentalizzano vergognosamente alcuni episodi di fondamentalismo testimoniano quanta strada ci sia ancora da fare per costruire un Pdl non appiattito culturalmente, prima ancora che politicamente, sulla Lega e su posizioni non in linea con le moderne destre europee».

Al di là di tutto, e per più di un motivo, un’occasione sprecata. Ma si sa, legiferare a proposito di omosessualità in Italia è ancora problematico (e non solo a destra). La teoria della “deriva” (di quelli che dicono che se riconosciamo il reato di omofobia, nel giro di pochi anni i gay adotteranno i bambini) fa ancora molti proseliti, in Parlamento. Ma non nel paese. E così, alla fine, come in questo caso, a rimetterci è sempre il buon senso.

13 ottobre 2009

 
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