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L’analisi Rss


Alla Casa delle donne un incontro sui modelli femminili possibili

Per tutte quelle che al book
preferiscono il curriculum

di Cecilia Moretti Il direttore del Tg3, Bianca Berlinguer, il presidente del Pd, Rosy Bindi, il segretario confederale della Cgil, Susanna Camusso, il direttore dell’Unità, Concita De Gregorio, il direttore dell’Espresso, Daniela Hamaui, il direttore del Secolo d’Italia, Flavia Perina, il segretario generale della Ugl, Renata Polverini, la scrittrice Lidia Ravera, il presidente della Cpo della Fnsi, Lucia Visca sono alcune delle donne invitate oggi a presenziare all’incontro romano Donne della realtà, in via della Lungara, alla Casa internazionale delle donne.

Impegnate, pensanti, concrete sono esponenti di un modello di femminilità che di questi tempi sembra un po’ minoritario. Peggio, in via d’estinzione. Oggi sono i giorni in cui impazzano le ragazze veline, quelle che invece che con il curriculum il lavoro lo cercano con il book fotografico, quelle che come somma ambizione hanno il far capitolare il maschio più potente e ricco che c’è nei paraggi, quelle che non riescono o non vogliono ribellarsi al dicktat di una società che premia la donna che con maggiore dedizione e impegno sa interpretare il ruolo di oggetto perfetto del desiderio maschile.

È il tempo in cui le notizie dell’ultim’ora dall’universo rosa sono la nuova uscita di un patinatissimo e oltremodo artistico calendario Pirelli, che tra ragazze poco più che adolescenti che – (rigorosamente nude) mangiano voluttuosamente banane, leccano allusivamente creste di galli, abbracciano maliziosamente pompe d’acqua –, non si presta molto ad esercitare l’immaginazione maschile (tutto quello che si potrebbe immaginare è già lì), ma può essere molto utile, quasi quanto un manuale di anatomia ben illustrato, a chiarire qualsiasi dubbio su come sia fatto nel dettaglio il corpo della donna. Direttamente dalla Danimarca, invece, la notizia è la presentazione di una brillante idea per combattere la piaga della violenza domestica contro le donne. Un simpatico videogioco, rivolto specialmente a un pubblico di teenager, (Hit the bitch, colpisci la puttana, è il suo nome, già di per sé molto eloquente), in cui l’obiettivo è prendere a botte una ragazza. Lei entra in una discoteca e vuole scegliere autonomamente con chi ballare e tu devi picchiarla finché non collassa a terra. Poi, però, appare una pedagogica scritta che ti dice che sei stupido al 100%.

Ma qualcuno non ci sta. Si sente mortificato da certi stereotipi e sollecitazioni sociali e rivendica con orgoglio, anche un po’ arrabbiato, l’esistenza di un altro prototipo di donna. Che non solo c’è, ma sebbene sia piuttosto ostracizzato dai media, è addirittura molto consistente. Sì, perché le donne “vere”, quelle che popolano il mondo reale, sono molto diverse dalle loro sosia tutte luccichini richiami sessuali di riviste, giornali, pubblicità e televisioni. E si sono stancate di avere certi modelli come rappresentanti di categoria.

È da questa insofferenza che nasce l’idea del forum di oggi (dalle 17 in poi), un incontro un po’ denuncia, un po’ analisi e un po’ dibattito, per parlare delle “altre donne”. Per interrogarsi, insieme a molte giornaliste e personalità del mondo della cultura, (introducono il dibattito la docente di psicologia sociale Chiara Volpato e la filosofa Michela Marzano, firmataria insieme a Nadia Urbinati e Barbara Spinelli dell’appello di Repubblica per la dignità delle donne) su come i media possano ridare visibilità e voce alla molteplicità delle esperienze femminili, recuperando un ruolo di analisi e critica nei confronti dei fatti di cronaca. Per ribadire con chiarezza che le donne che lavorano, che ci mettono impegno, che fanno le cose con passione e professionalità, che hanno una testa che non ha niente da invidiare a quella maschile ci sono eccome. Sono la maggioranza e la minigonna la mettono come e quando va a loro.

21 novembre 2009

 

 
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