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Io non mafio/7

Bellezza e sorriso: anche così
nasce la voglia di libertà

di Giovanni Marinetti Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore.
(Peppino Impastato)

Trovare la bellezza nell'orrore di vite umiliate dalle mafie, nella disperazione di chi nega semplici libertà è trovare una luce di speranza nel buio di chi ha smesso di credere che certe cose possano cambiare una volta per tutte. È fare vincere la fantasia che immagina un futuro diverso, che vede la realtà come potrebbe essere, è vedere cosa di buono c'è anche in mezzo a tanto male. Le parole sono la più forte arma della bellezza, che da pensiero diventa azione. Keats scriveva che «la bellezza è verità, la verità è bellezza: questo è tutto ciò che voi sapete in terra e tutto ciò che vi occorre sapere».

E di mafia e bellezza si occupa un programma di Radio1Rai, dal nome “la bellezza contro le mafie”, che riprende l'11 gennaio nella doppia formula: tutte le notti all'una dal lunedì al venerdì, e ogni lunedì mattina dalle 11 alle 11.30 dopo il radiogiornale. Condotto da Francesca Barra, giovane e poliedrica giornalista, conduttrice televisiva e scrittrice, con la coraggiosa e grintosa regia di Roberta Di Casimiro, è un programma che si occupa di geografia mafiosa.

Quello del programma è un viaggio che ci porta nell'inferno dei luoghi e delle vicende più drammatiche della cronaca mafiosa, spesso solo sfiorate dal magma dell'informazione, ma ci racconta pure di resistenza, di coraggio e di solidarietà, come le storie di Rita Atria, figlia di mafioso, che aveva scelto di stare dalla parte della giustizia e si è suicidata dopo l'uccisione di Borsellino nel quale credeva, o quelle che ribellioni hanno suscitato come le morti di Gigi Sequino e Annalisa Durante, vittime innocenti di una guerra che non era la loro.

Dall'Aspromonte e il santuario di Polsi fino ai bunker sequestrati ai boss della 'ndrangheta e meta di “fedeli” mafiosi, passando per Scampia e il quartiere palermitano di Brancaccio dove Don Puglisi è stato ucciso,  i reportage del programma sono realizzati percorrendo le strade di queste città, di questi quartieri che nell'omertà hanno invece tanto da raccontare, con le voci di registi, fotografi, cantanti, preti coraggio, cittadini semplici come quelli impegnati nelle varie attività antimafia. Voci sconosciute al grande pubblico, che nel silenzio lavorano senza mai arrendersi. Ovviamente non mancano le voci dei magistrati, degli scrittori e giornalisti minacciati dalle mafie.

La nuova edizione, più lunga, ha deciso di continuare a viaggiare in ogni regione, perché anche al Nord le mafia hanno ben piantati i loro artigli nel tessuto economico, e seguire appunto la vita dei quartieri, con raccordi ambientali, voci, suoni, discorsi nei mercati, fra le strade, e seguire i laboratori scolastici per sensibilizzare i giovani, con uno spazio chiamato "cartoline da..." realizzato da fotografi che in chiusura racconteranno attraverso il proprio occhio, il confine fra la bellezza e l'inferno. La lezione di Peppino Impastato, ripresa dalle parole di Paolo Borsellino («Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene»), è viva.

E fa piacere segnalare che anche la voce dello stesso Impastato è ritornata a farsi sentire nelle registrazioni che fece durante l'avventura di radio Aut-aut: da qualche giorno infatti è nata radio 100 passi, dal titolo del film a lui dedicato, che si può ascoltare in streaming all'indirizzo www.radio100passi.net : “basta con le lacrime” è lo spirito con cui rinasce a Palermo la radio di Peppino, ricordare a denunciare con spirito ironico e beffardo. Perché la bellezza è anche in un sorriso, che da amaro fa presto a diventare voglia di libertà.

10 gennaio 2010

 
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