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La Giovane Italia ricorda il giudice ucciso, con "tre punti" contro Cosa Nostra

Buon compleanno, Borsellino.
E adesso stronchiamo la mafia

di Antonio Rapisarda «Buon compleanno Paolo Borsellino». Stamane Palermo si è svegliata così, con centinaia di manifesti di auguri a un siciliano “speciale”, che ritraggono al loro interno i boss mafiosi Gianni Nicchi e Domenico Raccuglia  - rispettivamente  gli ex numeri due e tre di Cosa nostra - in manette nel momento dei loro arresti. E proprio ai boss è dedicato l’avvertimento: «Farete tutti la stessa fine». Un messaggio esplicito ai mafiosi ancora in circolazione. Ma soprattutto un’esortazione affinché il governo e gli inquirenti proseguano quella campagna di arresti e di sequestri di beni che sta determinando un attacco importante alla struttura criminale siciliana e non.

Un’azione dimostrativa insomma, che rientra nella campagna che i militanti della Giovane Italia, il movimento giovanile del Pdl, continuano a compiere da anni sul terreno determinante della lotta alla mafia. Ed è anche il regalo di compleanno – proprio oggi “compie” settant’anni - che il movimento dedica al giudice palermitano ucciso dalla mafia in quella maledetta estate del 1992. Un gesto che, proprio per le sue caratteristiche e per una certa “irriverenza”, si innesta nella migliore tradizione di quell’impegno culturale, che è insieme contrasto e antidoto alla mafia, che è la lezione più importante di Borsellino. Perché – proprio come ha insegnato il giudice - se il problema mafioso si combatte con la presenza delle forze dell’ordine e con la magistratura, l’affare riguarda poi anche la politica nella sua capacità di tutelarsi dalle infiltrazioni della criminalità. Per non dire, poi, di come tocchi alla società tutta vigilare su quest’ultima e sulle distorsioni

Ma la provocazione è anche una risposta che proviene da una gioventù spesso accusata di non avere proposte politiche che non siano velleitarie istanze di protesta. Soprattutto quando si tratta di mafia, dove la strumentalizzazione di comodo è sempre dietro l’angolo. A tutto questo stavolta è arrivata una risposta che non si è limitata al gesto eclatante ma si è materializzata con tanto di documento politico - "Gli ultimi colpi per ammazzare la mafia" - che è stato presentato oggi al palazzo delle Aquile di Palermo.





Tre punti – hanno spiegato i ragazzi - «per colpire definitivamente Cosa Nostra», tra cui «vietare la candidatura di chi è in odore di mafia, l'istituzione del seggio unico per bloccare il controllo del voto e la creazione di presìdi permanenti delle forze dell'ordine nei quartieri a rischio». Richieste, queste, che anche nel partito dei “grandi” vengono promosse da esponenti molto sensibili all’argomento come Fabio Granata e che sono stati rilanciati in precedenza – e ci si riferiamo al controllo sulla pulizia delle liste - anche dal presidente della Commissione nazionale Antimafia Beppe Pisanu.  Adesso i giovani chiedono che, soprattutto dove il rischio di inquinamento è reale, dalle parole si passi ai fatti.

In una settimana allora la Sicilia ha ricordato così due splendidi esempi che la destra italiana ha dato nel contrasto alla criminalità organizzata. Con l’anniversario dell’uccisione del giornalista Beppe Alfano, ricordato anche sulle pagine di Ffwebmagazine e, oggi, con gli speciali auguri di compleanno al giudice palermitano e militante del Fuan da parte dei “suoi” ragazzi. Ai quali, ovviamente, ci aggiungiamo tutti noi. In tutti i sensi.

19 gennaio 2010

 
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