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Un sito svedese ha aggirato le restrizioni su Internet. E noi siamo contenti...

Evviva i pirati post-moderni
che solcano il mare della Rete

di Filippo Rossi Consigli per la lettura: quel che segue non è un’esortazione a violare le leggi. Figuriamoci: non potremmo proprio permettercelo. Però – e sì, c’è un però grande come una casa – una cosa va detta: la notizia che il sito svedese Pirate Bay ha trovato il modo di aggirare (aggirare, non violare) le leggi restrittive su Internet non può che suscitare un sorriso di malcelata soddisfazione. Perché è così che deve essere. Saremo degli inguaribili romantici, ma per noi Internet è il territorio della libertà individuale, il mondo in cui l’uomo sconfigge ogni santo giorno il moloch totalitario.

Dalla parte dei pirati, ecco lo abbiamo detto. Dei fuori legge. Dei ribelli. Dalla parte dei briganti digitali che si oppongono a un Impero che, a fin di BENE ovviamente, vuole regolamentare la vita e i pensieri di ogni individuo. Vuole conoscerne i pensieri, i vizi, le perversioni anche. Vuole aprirne la posta interiore. Vuole svuotarlo per riempirlo di razionalità imposta.

Dalla parte dei pirati post-moderni e pacifisti, eretici che scorrazzano nei territori immaginifici e senza confini. Senza frontiere. Senza muri divisori. Perché sono loro la speranza che il pensiero umano non venga di nuovo relegato in compartimenti stagni. Incasellato. È una questione interiore, culturale. Quasi antropologica. Non tanto tecnica-legislativa. Si tratta di preferire un tipo umano insofferente nei confronti di imposizioni dall’alto. Che esplode di fronte a restrizioni e luoghi comuni. Un tipo che non si conforma a un format ideologico. Che non accetta la strada obbligata, che va fuori pista. Che azzarda la novità. Perché la ama.

Perché ama “surfare” sulle onde di un mare libero e aperto a tutti, ama sfidare i gendarmi dell’immaginario, ama spingersi verso territori un tempo proibiti o inesplorati, senza pregiudizi o tabù. E ama la Rete, che permette tutto questo come mai era successo prima. Sì, ci piacciono questi moderni pirati. E saliamo contenti sulla loro nave corsara.

22 gennaio 2010

 
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