martedì , 29 ottobre 2019
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Fotovoltaico in condominio: quando è possibile?

Fotovoltaico in condominio: quando è possibile?

Decidere di installare pannelli fotovoltaici è una decisione che sicuramente almeno due aspetti positivi: il risparmio economico e il minore inquinamento.
L’installazione è molto semplice e priva di inconvenienti se si è proprietari di una villa o una palazzina indipendente, ma se viviamo in un condominio come possiamo fare per installare un impianto fotovoltaico sul tetto comune?

Fotovoltaico in condominio ad uso comune

La recente riforma del condominio da il via libera, con l’articolo 5, a “qualsiasi” innovazione per il risparmio e la produzione energetica. Tale articolo recita infatti:

“[…]le opere e gli interventi previsti per eliminare le barriere architettoniche, per il contenimento del consumo energetico degli edifici e per realizzare parcheggi destinati a servizio delle unità immobiliari o dell’edificio, nonché per la produzione di energia mediante l’utilizzo di impianti di cogenerazione, fonti eoliche, solari o comunque rinnovabili da parte del condominio o di terzi che conseguano a titolo oneroso un diritto reale o personale di godimento del lastrico solare o di altra idonea superficie comune[…]“.

La normativa inoltre impone all’amministratore di condominio di convocare l’assemblea entro 30 giorni dalla richiesta anche di un solo condomino interessato all’installazione dei pannelli fotovoltaici in condominio.
Tutto questo è valido nel caso in cui l’impianto fotovoltaico sia ad uso comune di tutti i condomini.

Fotovoltaico in condominio ad uso personale

La nuova normativa non esclude nemmeno la possibilità di installare un impianto fotovoltaico su parti comuni, ma ad uso esclusivo di un solo condomino. Addirittura è possibile procedere all’installazione anche senza richiedere il consenso, ma nel caso in cui, anche solo un condomino espliciti il proprio dissenso, l’approvazione dei lavori sarà subordinata alla votazione dell’assemblea.

Sia che l’impianto venga costruito ad uso personale o comune, sia che si abbia o meno il consenso dell’assemblea, tale impianto non dovrà recare pericolo, modificare o ledere le parti comuni della palazzina nonché l’aspetto estetico di quest’ultima.

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