venerdì , 24 febbraio 2017
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Primarie Pd, a Roma il candidato è Giachetti

Sarà Roberto Giachetti il candidato sindaco del Partito Democratico per le elezioni Comunali di Roma. Questo è il responso delle primarie di domenica 6 marzo, che ha visto trionfare l’ex radicale con il 66% dei boti, precedendo Morassut che invece non è arrivato al 30%. Come Napoli e Milano anche a Milano quindi alle primarie vince un candidato di area renziana, ma al Pd è un altro aspetto che preoccupa. Anche se dai vertici del partito si cerca di minimizzare il drastico calo di militanti che si sono recati alle sedi o ai banchetti per votare ha fatto scattare un bel campanello d’allarme. Basti pensare che nella capitale si sono espressi circa 50.000 cittadini, la metà del 2013 quando fu incoronato Ignazio Marino.

I motivi sono molteplici ma sostanzialmente riconducibili a due fattori. Il primo è l’evidente crisi di fiducia verso i partiti dovuta ai numerosi scandali dei mesi scorsi che non hanno risparmiato il Partito Democratico, con i cittadini che guardano con sempre maggiore diffidenze il politico di turno con l’idea che i destini della città vengano decisi più nelle feste private Roma che nelle aule consiliari. La seconda è il distacco della base più a sinistra del partito che non si riconosce più nella nuova classe dirigente. La svolta di Renzi e del suo governo a braccetto con Alfano e Verdini non va giù alla base che, anche per riforme come il Jobs Act, ha voltato le spalle al Pd.

Sfida ai grillini

Al momento la corsa al Campidoglio sembra veramente incerta. L’unica cosa che appare sicura è che nessun candidato riuscirà a conquistare il 50% più un voto al primo turno e quindi che ci sarà il ballottaggio. Non sarà facile per il Pd riconquistare la capitale come accadde abbastanza in scioltezza nel 2013 con Ignazio Marino. Il grande avversario sembrerebbe essere l’avvocato Virginia Raggi, candidata del Movimento 5 Stelle. I grillini infatti al momento sembrano in vantaggio rispetto agli altri, con buone chance di accedere al ballottaggio, momento in cui diventerebbero i favoritissimi visto che non molti elettori di destra o sinistra voterebbero per lo schieramento diametralmente opposto.

A destra al momento c’è grande incertezza. Silvio Berlusconi ha candidato Guido Bertolaso, ma Salvini non è molto convinto e spera di convincere la Meloni a far cadere il veto su Alfio Marchini, con anche Storace che intanto scalpita. Insomma, la corsa al Campidoglio è sempre più un rebus

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