Non ricordare le cose può essere naturale | Ma fai attenzione a questi sintomi

La memoria non è uguale per tutti: c’è chi ricorda tutto o quasi e chi scorda facilmente. Ecco quando non ricordare le cose può essere sintomo di un disturbo più grave.

Dimenticare è naturale. L’intelligenza umana non può assorbire e trattenere tutti i dati che elabora nel corso della vita, quindi dimentica. La capacità di oblio, per alcuni neurologi, può essere anche un segnale che denota intelligenza: le persone dal QI più alto, spesso, scordano ciò che non serve, lasciando così spazio per nuovi dati.

Memoria e cervello: non ricordare le cose
Non ricordare le cose: ecco come funziona il cervello – ffwebmagazine.it

Posto che non ricordare le cose non è in sé un problema o un effetto del tutto nocivo dell’attività intellettuale, ci sono alcuni in casi in cui la predisposizione a dimenticare può essere indice di qualcosa di grave. Innanzitutto è utile sapere che il meccanismo del ricordo è ancora piuttosto misterioso: gli scienziati conoscono in che modo un dato può essere immagazzinato e trattenuto dalla memoria, ma non capiscono bene il perché.

Di norma si distingue fra memoria a lungo termine e a breve termine. La prima è un archivio probabilmente illimitato dove si sedimentano le nozioni utili a sopravvivere, le esperienze significative, i ricordi sentimentali, i traumi e i contenuti che può hanno colpito l’interesse di una persona. La memoria a breve termine, invece, è temporanea: permette di ricordare le informazioni per circa dieci secondi. Serve per svolgere le azioni quotidiane con più praticità.

L’essere umano non può ricordare tutte le cose che fa, dice, pensa o vede. E questo perché la sua memoria a breve termine non è infinita. Il cervello deve fare spazio a nuove informazioni e quindi deve cancellare tutte quelle che non sono più utili. altre. Le neuroscienze hanno dimostrato da un po’ di anni che il dimenticare non è un atto passivo: dimenticano di più le persone attive, che hanno tanti stimoli.

Non ricordare le cose: i casi in cui è giusto preoccuparsi

Malattie neurodegenerative, stress, intossicazioni e varie patologie (come ictus, demenza senile, depressione) possono portante alla perdita parziale o avanzata delle memoria a breve termine e intaccare anche la memoria a lungo termine. Quando bisogna preoccuparsi?

Non ricordare: i sintomi più gravi
Perdita della memoria: perché si smette di ricordare – ffwebmagazine.it

Quando si comincia a dimenticare le cose sempre più spesso. Nel momento in cui è impossibile ricordare il nome, il numero di telefono o l’aspetto fisico di una persona cara. Anche quando il cervello non ricorda più delle parole usuali o le confonde con altre. Ecco: tutti questi casi sono sintomi comuni di un problema neurologico.

Quando ci si sente spesso spesso confusi e non si riesce a ricordare come si sono svolte azioni quotidiane e comuni. Oppure quando capita di riporre le cose nel posto sbagliato. O di dimenticare oggetti importati (portafogli, chiavi, telefono), forse è il caso di rivolgersi a un medico.

Oltre ai casi più gravi come il morbo di Alzheimer, che è una fatale malattia del cervello in grado di provocare un lento declino delle capacità di memoria, del pensare e di ragionamento, ci sono tante altre condizioni che provocano la perdita della memoria. E molte possono essere curate.