Pigri+per+natura%3A+la+spiegazione+scientifica+che+ti+far%C3%A0+sentire+meno+in+colpa
ffwebmagazineit
/2026/02/09/pigri-per-natura-la-spiegazione-scientifica-che-ti-fara-sentire-meno-in-colpa/amp/
Categories: News

Pigri per natura: la spiegazione scientifica che ti farà sentire meno in colpa

Ti sei promesso di fare mille cose, poi il divano ti chiama per nome. Non è solo capriccio: dietro quella pausa c’è un istinto antico, un modo silenzioso con cui il corpo ti protegge. Questa è la storia di come la “pigrizia” nasce per salvarti energia, e di come puoi usarla a tuo favore senza sensi di colpa.

Pigri per natura: la spiegazione scientifica che ti farà sentire meno in colpa

Pigri per natura: la spiegazione scientifica che ti farà sentire meno in colpa

Hai una lista piena. La controlli. Bevi acqua. Apri una nuova scheda. Niente. La voglia di fare rimane bassa. Ti senti in colpa. Succede a tutti. Io per primo mi scopro a lucidare la moka pur di rimandare una mail difficile. Ma è davvero un problema di volontà? O stiamo leggendo male il segnale?

Prova a ricordare ieri: scale o ascensore? Insalata o panino? Scelte piccole, ripetute. Il corpo spesso preferisce la via breve. Non è sciatteria. È economia.

Qui entra il punto centrale. A metà di ogni giornata, il nostro sistema nervoso fa un calcolo costante. Conservare risorse ora per spenderle meglio dopo. In biologia lo chiamano principio del minimo sforzo. Un’idea semplice: se il risultato è simile, scegli la strada che costa meno. La selezione naturale ha premiato chi sapeva risparmiare. Per i nostri antenati ogni caloria contava. Correre senza motivo voleva dire rischiare. Così si è formato un vero e proprio cervello economico.

Dentro la testa c’è il motore che consuma di più. Pesa circa il 2% del corpo, ma brucia quasi il 20% dell’energia. Non sorprende che tenda a ridurre il dispendio energetico. Anche pensare è un’attività costosa, ma molto meno del movimento intenso. È per questo che, in media, chi trae piacere dall’attività mentale fatica meno a stare fermo. Studi pubblicati su riviste peer‑reviewed di psicologia della salute indicano che le persone con quoziente intellettivo più alto, o con forte “voglia di riflettere”, risultano talvolta meno attive fisicamente nella quotidianità. Non è una legge assoluta, ma la tendenza esiste e resta coerente con l’ipotesi dell’ottimizzazione.

Un esempio concreto. Metti delle scarpe da corsa in vista. La sera dopo corri più spesso. Non cambia la tua forza di volontà. Cambia l’attrito. Riduci i costi di avvio e il cervello smette di opporsi. Un altro: sposta gli snack fuori portata. Aumenti il costo immediato e l’impulso cala. Frizioni minime. Risultati misurabili.

Perché il cervello ama risparmiare energia

Il sistema nervoso cerca di prevedere. Valuta ricompense e sforzi. Se percepisce che il compito “non vale la candela”, spegne la motivazione. Il meccanismo non è morale. È contabile. Funziona bene nel breve periodo. Nel lungo può ingannarci. Ecco perché alterniamo slanci e stalli: il bilancio interno si aggiorna di continuo, anche in base al sonno, alla glicemia, allo stress.

Come usare la “pigrizia” a tuo favore

Applica il minimo sforzo utile. Parti con 10 minuti. Spesso diventano 30. Prepara l’ambiente. Ogni passo in meno conta: borraccia piena, documenti già aperti, scarpe pronte. Crea automatismi. Stesso orario, stesso gesto. L’azione parte senza trattativa. Premia il processo, non solo il risultato. Piccole ricompense riducono il costo percepito. Proteggi il riposo. Il recupero non è lusso: è carburante. Senza ricarica, la mente taglia i progetti più impegnativi.

Non tutto è misurabile al millimetro. Quanto “pensi” davvero non si traduce con certezza in calorie bruciate al minuto nella vita reale. Qui la scienza resta prudente. Però il quadro è chiaro: ottimizziamo per natura.

Quindi, la prossima volta che ti fermi, chiediti: sto fuggendo o sto facendo manutenzione? Immagina una batteria che si ricarica a luce bassa. Non fa scena. Ma quando serve, illumina tutta la stanza. E tu, oggi, dove vuoi puntare quel fascio di luce?

Delania Margiovanni

Laureata in Giurisprudenza, cambio strada quasi subito e dal 2008 lavoro sul web. Un ambiente dinamico che mi ha insegnato il valore della ricerca continua, della curiosità e della capacità di rimettersi sempre in gioco. È proprio qui che ho scoperto quanto si possa imparare ogni giorno, esplorando temi nuovi e lasciandosi guidare da passioni che evolvono nel tempo. La lettura resta, da sempre, il mio hobby del cuore.

Published by
Delania Margiovanni